Tre monologhi interiori intrecciati, di tre donne di età molto diverse alle prese ognuna con un trasloco. Uno naturale, uno sognato, l’altro obbligato. Tre prospettive su quella che è riconosciuta come la “terza causa di stress psicologico tra gli eventi esistenziali traumatici per la persona”, ma che può anche significare occasione, progresso, apertura, liberazione. La casa come metafora dell’identità e il trasloco come passaggio nel rapporto fra un sé e un altro sé, fra il proprio passato e il proprio futuro, in un presente che è come una bolla, un “non-luogo” dell’esistere; perché traslocando si sta, né ancora in partenza né già in arrivo, al binario di una stazione che è da qualche parte fra tra un punto A e un punto B della propria vita.

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