Uno spettacolo di narrazione con figure al centro del quale c’è la travagliata vicenda giudiziaria di Lidia Poët che, già dalla seconda metà dell’Ottocento, lotta per vedere affermato il diritto delle donne ad iscriversi all’Albo degli avvocati.

Prima a poterlo fare in Italia, solo a sessantacinque anni, Lidia è diventata il simbolo delle lotte per il riconoscimento dei diritti alle donne. Ma non solo: Lidia nella sua vita si è dedicata anche ai diritti dei detenuti e ai diritti dei minori.

Le immagini, i protagonisti e gli ambienti narrati sono ricreati in una sorta di “casa di bambola” dove si alternano brevi scene e dialoghi che raccontano presente e passato della protagonista, ma anche riflessioni sulla contemporaneità.

Nel caso sia rivolto alle scuole lo spettacolo può essere seguito da un momento di confronto con gli spettatori.

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