Butterfly Blues

BUTTERFLY BLUES

Controluce Teatro d’Ombre

progetto, drammaturgia,
messinscena e regia di
Cora De Maria,
Alberto Jona e
Jenaro Melendrez Chas

con Antonella Usai, Marco Intraia,
Cora De Maria,
Alberto Jona, Jenaro Meléndrez Chas

voce recitante
Eliana Cantone
testo Rosa Mogliasso
musiche di
Giacomo Puccini
interventi musicali Andrea Chenna
movimenti coreografici
Antonella Usai
e Marco Intraia

sagome originali di
Cora de Maria
costumi di Sita Singh
realizzazione costumi Rosa Singh
disegno luci di
Simona Gallo

domenica 17 dicembre 2017, ore 18.30

Molto si è detto sulle figure femminili che danno vita al mondo musicale pucciniano, ma sicuramente fra tutte Butterfly è un personaggio a parte. Le varie Manon, Tosca, Mimì, pur votate alla morte, sono eroine amate e amanti lontane dall’immaginario della sedotta e abbandonata, come pure la piccola Liù che si uccide per un amore non ricambiato. Butterfly, più di tutte, sembra combaciare con l’archetipo femminile che Puccini ha inseguito e amato per tutta la vita: bustaie, modiste, fanciulle fragili del mondo dell’ombra, destinate a subire un destino amoroso spietato.
Lo spettacolo parte da Puccini morente nel suo letto d’ospedale a Bruxelles. Muto, con gli aghi radioattivi della terapia infilzati in gola, come farfalla in una teca, Puccini aspetta di morire e nel delirio del dormiveglia la donna che lo accudisce gli appare annebbiata, immagine confusa tra il sollievo e l’ansia, misteriosa ed enigmatica, come una figura di teatro Nō, fino a incarnare la stessa Butterfly. Attraverso musica, parole, ombre e danza, lo spettacolo ripercorre la storia di seduzione, abbandono, attesa, inganno e suicidio; alla fine però la maschera cade e Butterfly rivela se stessa, incombendo magnifica e inesorabile su Puccini.
Le scelte musicali seguono la tragedia di Butterfly, frantumandola e ricostruendola come in un mosaico della memoria, mentre lo spazio scenografico, in continuo movimento, è un susseguirsi di superfici mobili che accolgo il mondo delle ombre, inventando spazi psicologici sempre diversi. Il testo dello spettacolo è affidato alla scrittrice torinese Rosa Mogliasso, i nuovi  interventi musicali sono di Andrea Chenna.

2017-11-15T11:21:33+00:00
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